
Corpi lampada e riflettori
Geometria del corpo lampada, riflettori, schermature e sorgente vengono definiti in funzione dell'area da trattare, della distanza di lavoro e della dose richiesta.

Progettiamo e integriamo sorgenti UV, moduli UV LED e sottosistemi completi per la fotopolimerizzazione di formulazioni compatibili e per trattamenti industriali specifici. L’eventuale asciugatura di acqua o solventi richiede una fase distinta, definita sul processo. La configurazione viene definita sul processo reale: chimica, materiale, geometria, velocità di linea, gestione termica e controllo.
Potenza nominale e tipo di sorgente sono soltanto una parte del progetto. Per definire una configurazione affidabile valutiamo chimica e supporto, velocità linea, larghezza utile, distanza di lavoro, geometria di irraggiamento, uniformità, gestione termica e modalità di controllo.
Distinguiamo l'intensità istantanea dell'irraggiamento dall'energia totale ricevuta dal prodotto. Velocità linea, distanza e geometria modificano il risultato e devono essere valutate insieme alla formulazione.
UV tradizionale e UV LED non sono automaticamente intercambiabili. La scelta dipende dall'assorbimento della formulazione, dal processo, dalla temperatura ammessa e dalla configurazione della macchina.
Raffreddamento, aspirazione, riflettori, larghezza utile e distanza influenzano stabilità e uniformità. Un sistema corretto deve mantenere il processo ripetibile lungo tutta la zona trattata.
Dati utili per una valutazione: materiale e formulazione, velocità linea, larghezza utile, spazio disponibile, distanza dal prodotto, sorgente attuale, potenza installata, raffreddamento/aspirazione e modalità di comando.
Non imponiamo una tecnologia a priori. Valutiamo la compatibilità tra formulazione, spettro, dose, geometria e velocità della linea prima di definire la sorgente.

Geometria del corpo lampada, riflettori, schermature e sorgente vengono definiti in funzione dell'area da trattare, della distanza di lavoro e della dose richiesta.

Quando la chimica lo consente, il LED permette configurazioni modulari e controllo della sorgente. Lunghezza d'onda, irradianza, dose e raffreddamento vengono verificati sul processo.

Affidabilità e ripetibilità dipendono da come sorgente, alimentazione, gestione termica, quadro e interconnessione vengono progettati insieme.
Corpo lampada, riflettori o modulo LED dimensionati sulla zona di lavoro.
Ventilazione e gestione termica coordinate con sorgente e materiale trattato.
Elettronica di potenza selezionata in funzione della sorgente e del ciclo macchina.
Consensi, stati, allarmi e comandi integrati con la macchina o la linea principale.
Alimentazione, protezioni, regolazione e comando vengono progettati insieme alla sorgente. In questo modo il gruppo UV può dialogare con la macchina anziché funzionare come elemento isolato.


Prima di scegliere potenza o numero di sorgenti raccogliamo le informazioni che realmente determinano il risultato.
Materiale, prodotto, chimica, geometria, velocità, temperatura e risultato richiesto.
UV tradizionale, LED o configurazione combinata vengono valutati in funzione dell'applicazione.
Sorgente, termica, alimentazione, quadro e segnali vengono progettati come parti coordinate.
Il sistema viene adattato alla nuova macchina oppure agli spazi e alle funzioni dell'impianto esistente.
La configurazione cambia in funzione del materiale e della chimica utilizzata. Per questo le pagine applicative vengono sviluppate separatamente dal catalogo tecnologico.
Sistemi UV per processi di stampa industriale e applicazioni dedicate.
Sorgenti da integrare in linee di stampa e trattamento.
Applicazioni da verificare in funzione di chimica, supporto e ciclo produttivo.
Se struttura e movimentazione sono ancora adeguate, possiamo valutare l'aggiornamento di sorgenti, alimentazione, quadro, controllo o gestione termica mantenendo le parti dell'impianto che continuano a svolgere correttamente la loro funzione.

No. La compatibilità dipende dalla chimica, dal fotoiniziatore, dalla lunghezza d'onda e dalla dose richiesta. La conversione va verificata sull'applicazione reale.
Sì, quando spazi, movimentazione e condizioni della macchina lo consentono. Valutiamo geometria, alimentazione, raffreddamento, segnali e interfacciamento prima di definire il retrofit.
Sì. Possiamo integrare alimentazione elettronica, protezioni, quadro elettrico, PLC, HMI e segnali di interconnessione con la macchina principale.
La potenza nominale da sola non basta. Deve essere correlata a spettro, distanza, area irradiata, velocità di linea, dose richiesta e gestione termica.
Materiale, prodotto o coating, scheda tecnica quando disponibile, larghezza utile, geometria del pezzo, velocità di linea, temperatura massima accettabile e dati della macchina esistente.
Descrivi il risultato da ottenere o il problema da risolvere. Indica materiale, larghezza utile e velocità di linea; invia via email foto della macchina e della targhetta, con la scheda del prodotto quando disponibile. Questi dati ci aiutano a valutare la fattibilità e a definire il perimetro tecnico di un eventuale preventivo.
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